I ragazzi della Nickel

Questo mese con il gruppo di lettura #ifantasticilibridelpremiopulitzer abbiamo letto il libro di Colson Whitehead “I ragazzi della Nickel”: il romanzo è valso all’autore il secondo Premio Pulitzer per la narrativa nel 2020.

La storia ha come protagonista Elwood Curtis, un giovane afroamericano che vive nella Tallahassee degli anni ’60, alle prese con razzismo e pregiudizi ma che ha un forte senso civico e segue gli ideali ispirati dai discorsi di Martin Luther King Jr. Elwood sembra avere le potenzialità per affrancarsi dai pregiudizi in cui vive quotidianamente e affermarsi nello studio. Purtroppo, come spesso accade, si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato: chiede un passaggio in auto ad un uomo che al successivo controllo della polizia risulterà aver rubato l’auto. Viene condannato anche Elwood: dovrà scontare una pena alla Nickel Academy.

La Nickel Accademy è un riformatorio in cui la funzione educativa assume un significato al di fuori di ogni condotta civile e umana: i ragazzi sono educati con la violenza, gli abusi e le privazioni. L’autorità dei sorveglianti può arrivare a deciderne la vita o la morte, con l’occultamente delle povere vittime nel terreno di una collina vicino la scuola.

Durante il suo periodo alla Nickel Elwood stringerà una forte amicizia con Jack Turner. Anni dopo la permanenza di Jack e Elwood verranno accidentalmente ritrovati i corpi di quei ragazzi morti a seguito degli abusi e delle violenze perpetrati da chi doveva dare loro un futuro.

Come per La ferrovia sotterranea, l’altro libro vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa di Colson Whitehead, anche in I ragazzi della Nickel l’autore parte da fatti reali per poi romanzarli: il sadismo e la violenza perpetrati ai danni dei ragazzi del riformatorio è così estrema che la mia mente non riesce a concepirla come vera, è per me inaccettabile pensare che un trattamento similare sia stato riservato ai giovani che scontavano la propria pena nel riformatorio della Florida da cui Whitehead ha preso spunto per la sua narrazione, la Dozier School for Boys.

Ho ascoltato il libro su Storytel e ho trovato il narratore perfetto per questo libro riuscendomi a coinvolgere totalmente nell’ascolto.

Trovate i riferimenti a questo libro qui.

Black Bird

Per la rubrica #libraialert ho letto il libro Black Bird, scritto da Anne Blankman, edito Giunti.

E’ un libro di narrativa ragazzi, ma credo possa far bene anche ai grandi: è un libro che può essere letto dai 12 ai 99 anni.

La storia che ci viene narrata inizia il 26 aprile 1986 quando il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl esplode. Le due protagoniste Valentina e Oksana sono una l’opposto dell’altra. Hanno un solo punto in comune: i padri sono entrambi di turno al momento dell’esplosione del reattore.

Inizia per le due ragazze una vera e propria fuga dal luogo dell’incidente, con dubbi e incertezze legate all’omertà e alla scarsità di informazioni che il regime comunista lascia trapelare sull’evento.

Per motivi differenti le due undicenni devono separarsi dalle loro madri e saranno affidate alle cure della nonna materna di Valentina.

A questo punto nella storia irrompe Rifka, la nonna di Valentina, e il suo misterioso e sovversivo passato.

Valentina e la sua famiglia hanno origini ebraiche e nel libro emerge vividamente come le persecuzioni degli ebrei non si siano limitate alla Germania nazista della Seconda Guerra mondiale ma si propaga nel tempo accompagnato dai pregiudizi delle persone.

Mi è piaciuto molto il senso di speranza che lascia alla fine il libro: se diamo una possibilità alle persone potrebbero stupirti in positivo. L’amicizia e il coraggio sono tra i temi principali della storia. In un contesto in cui viene imposto di non fidarsi di alcune categorie di persone le due protagoniste ci regalano un’importante lezione: andare oltre i pregiudizi può aprirci un mondo di opportunità.

È una storia sul potere dell’amicizia e la forza delle donne.

Trovate tutti i riferimenti al libro di cui vi parlo a questo link.

Mary Poppins

Una delle prime novità per il 2021 per me è stata avvicinarmi agli audiolibri. Sono sempre stata scettica al riguardo, pensavo di non avere la concentrazione necessaria per seguire tutta la narrazione di un libro senza avere nulla su cui concentrare lo sguardo.

Mary Poppins

La voce di Paola Cortellesi mi ha guidato alla scoperta di questo classico della letteratura inglese per ragazzi di cui avevo avuto modo di vedere solo le trasposizioni cinematografiche.

Mary Poppins ci porta alla scoperta di personaggi e luoghi fantastici al di là della vita tranquilla di Viale dei Ciliegi 17 a Londra, dove vive la famiglia Banks. Mary Poppins è la tata che ogni bambino vorrebbe e che aiuta i ragazzi Banks a fare i conti con la realtà attraverso la fantasia, il gioco e il mistero.

Personalmente sono rimasta affascinata dal capitolo dedicato a  Mrs Corry e alle sue giunoniche figlie e a quello in cui i gemellini Giovannino e Barbara parlano con l’uccellino.

Mary Poppins, pubblicato nel 1934, è il primo romanzo scritto da Pamela Lyndon Travers in cui prende vita il personaggio di questa sorprendente bambinaia. Successivamente troviamo: Mary Poppins ritorna, Mary Poppins nel parco, Mary Poppins apre la porta, Mary Poppins e i vicini di casa.

Il buio oltre la siepe

Scout è una ragazzina quando avvengono gli avvenimenti raccontati nel libro Il buio oltre la siepe di Harper Lee, vincitore del Premio Pulitzer nel 1961.

La storia è ambientata a Maycomb, in Alabama negli anni ’30: razzismo e preconcetti sono radicati fortemente nella quasi totalità della popolazione.

Scout, suo fratello Jem e Dill un loro amico, sembrano non essere ancora stati intaccati dai pregiudizi in cui sguazza il sud degli Stati Uniti grazie anche all’impegno sociale del padre, l’avvocato Atticus Finch che si troverà a difendere un uomo di colore dall’accusa di violenza sessuale. Anche se il signor Finch riuscirà a dimostrarne l’innocenza in sede processuale l’uomo verrà comunque condannato a morte dalla giuria.

Questo libro, pur essendo ambientato in Alabama in una piccola comunità, è uno specchio estremamente attuale di come purtroppo ancora oggi nella maggior parte dei casi ci relazioniamo dei confronti di chi è diverso da noi, di chi ci appare così lontano e oscuro rispetto al nostro stile di vita, come chi si trova nel buio oltre la siepe.

È proprio nell’apparente oscurità, nella paura verso ciò che non si conosce che può nascondersi la salvezza, come è stato per Scout e suo fratello.

Per la stesura di Il buio oltre la siepe Harper Lee si è ispirata a eventi e persone con cui è entrata in contatto nella sua infanzia.

Lottare contro le disuguaglianze e le persecuzioni senza fare distinzioni razziali, gridare con forza per la dignità dei diritti umani senza farci guidare da orpelli precostituiti, senza la zavorra di passati ingombranti mi sembra l’unica alternativa perseguibile di civiltà, in un’ottica di comprensione e compassione.

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Mai stati così felici

Mai stati così felici” è la frase che Marilyn, matriarca di una grande e variegata famiglia Sorenson, risponde a tutti quelli che le domandano “Come va?” quando sta attraversando un periodo difficile. Una facciata, uno scudo di perfezione di fronte agli altri.

Il romanzo di Claire Lombardo, edito da Bompiani, ci racconta la vita di questa spumeggiante famiglia dagli anni Settanta ai giorni nostri alternando i vari protagonisti nella narrazione degli eventi.

Ci viene raccontata la storia dell’impeccabile matrimonio tra Marilyn e David, un’idillio a cui le figlie possono solo pensare di inspirarsi ma che hai loro occhi risulta irraggiungibile.

Le figlie sono: Wendy, la primogenita vedova che si consola con il sesso occasionale l’alcol; Violet, la secondogenita che si è ritirata da una brillante carriera per indossare i panni, un po’ troppo stretti, della super mamma; Liz, la terza figlia, donna in carriera, incinta e adultera alle prese con un compagno fin troppo assente; Grace, la piccola di casa, affetta da una grave forma di perfezionismo mente a tutti pur di non ammettere la sua fallibilità.

Niente è come appare: tutti hanno i loro piccoli e grandi segreti, compresa Marilyn, il marito e le sue quattro figlie.

La bolla di perfezione della famiglia Sorenson scoppia quando riappare nelle loro vite un adolescente che 15 anni prima era stato dato segretamente in adozione.

La narrazione è ricca di colpi di scena, la scrittura è sofisticata e ammaliante. Il rapporto che si va a creare con i personaggi è fortemente empatico.

Questo libro ha vinto la terza edizione del premio dei librai della catena Giunti al Punto “Amo questo libro” come miglior libro dell’anno.

Trovate i riferimenti al libro qui.

La ferrovia sotterranea

La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead è il libro che questo mese abbiamo letto con il gruppo di lettura su Instagram #ifantasticilibridelpremiopulitzer ideato insieme a Giorgia di leggere_e_rileggere.

La ferrovia sotterranea è l’unico libro che negli ultimi vent’anni ha vinto sia il National Book Award che il Premio Pulitzer. Colson Whitehead ha vinto il Premio Pulitzer anche nel 2020 con il libro I ragazzi della Nickel.

Il romanzo è ambientato in Georgia nella prima metà dell’Ottocento. Cora è una ragazza di colore nata schiava: nella parte iniziale ci vengono raccontate le vite delle altre donne della famiglia. Sua nonna nata libera e condotta dall’Africa agli Stati Uniti come schiava e sua madre che ha lasciato Cora ancora bambina per fuggire alla prigionia.

Ci troviamo in un periodo storico in cui le persone di colore vengono trattate al pari di oggetti, non sono considerati esseri umani, sono una semplice proprietà.

“La schiavitù era un peccato quando erano i bianchi a essere messi sotto il giogo, non gli africani. Tutti gli uomini sono creati uguali, a meno che non decidiamo che tu non sei un uomo.”

Con l’aiuto di Cesar, Cora tenterà la fuga: il suo pellegrinare per sfuggire ai cacciatori che sono sulle loro tracce li porterà, attraverso la ferrovia sotterranea, a vedere le diverse condizioni degli schiavi neri e degli ex schiavi nei diversi stati.

Nel romanzo realtà e finzione si mescolano con grande maestria: la fattoria sotterranea è un espediente narrativo ma nella realtà, anche se non ci sono state gallerie nascose e treni che conducevano alla libertà, una ricca rete clandestina di abolizionisti ha aiutato moltissimi schiavi nella fuga.

In questo libro viene rivendicata la brutalità del razzismo, purtroppo un cancro ancora non estirpato, che percorre in modo trasversale lo spazio e il tempo.

Trovate qui tutti i riferimenti ai libri di cui parlo.

Django unchained

Non sono una grandissima lettrice di graphic novel ma dopo aver visto la pellicola di Tarantino Django unchained, essermi ritrovata il libro fra le mani l’ho trovato come un segno del destino.

Ho adorato il film di Tarantino e ho ritrovato la forza della pellicola nella graphic novel. I disegni sono realizzati da R. M. Guéra, Denys Cowan, Anijel Zezelj e Jason Latour.

A differenza del film, il libro mi ha permesso di respirare tra un evento e l’altro e ho avuto modo di riflettere e interiorizzare quello che leggevo.

La storia è ambientata qualche anno prima dello scoppio della Guerra Civile: gli schiavi sono trattati come merce, non vengono considerati esseri umani. Django grazie al dottor Schultz riesce ad affrancarsi dalla propria condizione e inizia la ricerca di sua moglie che era stata venduta ad un altro proprietario.

Quello che mi piace di più in questa storia è la centralità del sacrificio: di fronte alle ingiustizie non bisogna essere uno spettatore passivo ma come il dottor King Schultz bisogna prendere una posizione e agire di conseguenza. Il dottore è uno dei miei personaggi preferiti con il suo unico e originale modo di parlare.

Se vi ho incuriosito e avete voglia di acquistare il libro potete trovarlo qui.

Una storia straordinaria

Se volete leggere una storia d’amore in cui qualsiasi cosa accada il destina vorrà comunque portarla a compimento facendovi sciogliere di tenerezza vi consiglio Una storia straordinaria di Diego Galdino, edito Leggereditore.

Questa è la storia di Luca e Silvia destinati a sfiorarsi, scontrarsi, scorgersi ripetutamente ma mai a entrare in contatto veramente fino a quando non succedono due eventi traumatici ad entrambi che li porteranno ad avere una diversa percezione del mondo e di loro stessi. Solo in quel momento le loro vite riusciranno a fondersi.

Inizia un viaggio nell’anima, nella mente e nel corpo dei due protagonisti: il romanzo, però, non si ferma qui. Non è solo il racconto di un amore travolgente. La quotidianità dei due ragazzi si intreccia con una delle città più belle del mondo: Roma non è una città da vedere ma come ci dice Luca è una città da sentire. Persone, odori, rumori, sapori ci accompagnano nei luoghi simbolo della città eterna, la città che lavorativamente mi ha accolta lo scorso anno.

Il libro è poi costellato di innumerevoli riferimenti al cinema: i due innamorati hanno un modo tutto loro di parlare attraverso le citazioni di un’infinità di stupende pellicole cinematografiche.

Diego Galdino ha esordito con il romanzo Il primo caffè del mattino, che diventerà un film alla cui sceneggiatura sta lavorando Paolo Girelli. Se andate a curiosare nelle sue pagine social avrete modo di vedere lo scrittore/barista, nella sua città natale, Roma.

La storia è una lettura molto piacevole per tutto coloro che vogliono sognare un amore fuori dagli schemi, con Roma come cooprotagonista e il cinema come sfondo.

Trovate i riferimenti a questo libro in questo link.

Buona lettura!

Il colore viola

Il colore viola” di Alice Walker, edizioni sur, è la storia in forma epistolare di due sorelle, Celie e Nettie, due ragazze vittime di chi doveva amarle, di chi doveva darle un futuro. Il libro ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1983.

In principio Celie racconta la sua vita a Dio: sono discorsi brevi, crudi, diretti, dettagliati in cui la violenza delle azioni che subisce ci appaio in tutta la loro devastante forza. Poi arrivano le lettere della sorella Nettie, da cui si è separata da tempo e che credeva morta, in cui quest’ultima non perde mai la speranza di potersi rincontrare e poter finalmente godere della presenza e dell’amore l’una dell’altra.

C’è poi un punto di svolta nella storia in cui Celie capisce che l’amore è possibile a questo mondo e inizia a indirizzare le sue parole alla sorella.

La speranza di un cambiamento e di una rivalsa su una vita all’insegna della sofferenza e di angherie da parte degli uomini della sua vita e della società in cui vive a causa del colore della sua pelle arriva nella parte finale del libro in cui la storia sembra distendersi come una coperta sul lettore e finalmente scioglie tutta la tensione che aveva creato sino a quel momento.

I capitoli sono brevi, la scrittura è diretta e colloquiale, senza fronzoli.

La commozione nella lettura di queste pagine è assicurata. Mi piacciono sempre le storie in cui i personaggi riescono in maniera attiva a uscire dalla situazione di svantaggio in cui si trovavano. Mi piace pensare, quando leggo storie come questa, che qualsiasi evento traumatico possa capitare c’è sempre una via per ricominciare.

Da questo libro sono stati tratti un film, nel 1985 con la regia di Steven Spielberg e con Whoopie Goldberg nel ruolo di Celie, e un musical nel 2005.

Un storia sulla speranza e sulla forza delle donne.

Trovate i riferimenti al libro a questo link.

Buona lettura!

La morte della Pizia

La morte della Pizia di Friedric Durrenmatt, edito Adelphi, è uno dei miei libri preferiti. A lavoro lo consiglio moltissimo ai miei clienti e non perdo occasione per rileggerlo.

La Pizia in carica al tempio di Apollo è sul punto di morte: seduta sul suo scranno ripercorre le vicissitudini e le predizioni che sono state fatte in relazione ad Edipo e a chi a lui era più vicino. Le appaiono tutti coloro che sono stati vittime di quella storia: si stupisce di come la predizione inventata, fatta ad Edipo, per metterlo in guardia nei confronti degli oracoli si sia effettivamente avverata.

Siamo estremamente suggestionabili rispetto a quello che gli altri dicono di noi, subiamo così tanto il fascino dei personaggi influenti oppure siamo comandati da un destino a cui anche se tentiamo di opporci non possiamo sfuggire?

Quello che mi piace di questo libro è che mi lascia più interrogativi che risposte, ne ho a ogni lettura nuovi spunti di riflessione.

In questo momento l’ho riletto per #iltesorogreco, un’iniziativa dei profili instagram @sorrideredibrutto e @eccoilibri: in un’epoca in cui le donne erano relegate alla vita domestica e soggiogate alle figure maschili a cui di fatto appartenevano, la rivalsa arriva dal mondo mistico: fanciulle dotate di particolari caratteristiche avevano il potere di decidere della sorte di interi popoli. Avevano il potere di instillare il dubbio in governati, tiranni, principi e eroi e di deciderne in questo modo il futuro.

Trovate qui tutti i libri di cui vi parlo

Silvia

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