Eredità luminosa

Partecipare ai gruppi di lettura è sempre un’esperienza di arricchimento. Confrontarmi con altre persone è un’opportunità di crescita.

Non fa eccezione la lettura di Eredità luminosa di Antonella Pergol, edito da Women Plot, letto con il gruppo creato da Viviana Sarti (scatti dalla mia libreria).

La protagonista femminile di questo racconto è Delfina, donna anticonformista, forte, indipendentemente, altruista. A Delfina si contrappone don Ermete, parroco del paese, legato ai riti e alle tradizioni, spesso in contrasto con la donna.

La vita li avvicinerà oltre ogni previsione, un misterioso gioiello svelerà lacune del loro passato.

Il progetto di Women Plot, che punta a ridurre le disuguaglianze di genere nell’editoria e nei media condividendo storie di donne, mi ha convinto e coinvolto fin da subito.

Spero che il racconto di Delfina sia solo il primo di una serie. È un personaggio così complesso che sarebbe un vero peccato non approfondirne la storia.

Trovate i riferimenti al libro qui.

Crudelia De Mon

Per spiegarci come i personaggi più perfidi delle storie Disney sono diventati così cattivi è nata la collana di libri Villains. Il primo volume della serie è dedicato a Crudelia De Mon, la donna che bramava una pelliccia di cuccioli di Dalmata.

Crudelia da bambina vive nel lusso e nello sfarzo, circondata da persone di servizio che soddisfano ogni suo desiderio, amata da suo padre, spesso lontano da lavoro, appena considerata dalla madre, troppo impegnata nella vita mondana per dedicare più di un’ora al giorno alla figlia.

Proprio il rapporto con i genitori sarà la base della creazione dello spirito malevolo di Crudelia, la perdita del suo unico amore, invece, sarà la scintilla che scatenerà il mostro a caccia delle sue piccole pellicce di dalmata.

Finché il padre di Crudelia non è morto ed Anita, la sua unica vera amica, non è stata allontanata, la bambina aveva un esempio di cosa fosse l’amore e la bontà.

Il padre prima di morire le ha regalato degli splendidi orecchini di giada, con un misterioso e magico passato.

La madre, donna di classe e appassionata di moda, amava follemente le pellicce, tanto da indossarle sempre e da regalarle a sua figlia nei momenti importanti della sua vita.

Non si può non provare compassione per la Crudelia bambina, non altrettanto per la Crudelia adulta, vittima del non amore ma con la possibilità di poter scegliere diversamente il proprio futuro.

Trovate i riferimenti ai libri di cui vi parlo qui, inoltre potrete vedere la mia selezione a tema Crudelia e La carica dei 101.

L’acqua del lago non è mai dolce

Non ho mai nuotato in un lago, troppa paura di non riuscire a rimanere a galla, timore di essere trascinata sul fondo.

È ciò che mi è successo nella lettura del libro di Giulia Caminito “L’acqua del lago non è mai dolce” edito Bompiani, tra i dodici finalisti al Premio Strega 2021: sono rimasta invischiata nella vita familiare di Gaia, soggiogata dai modi di sua madre, vittima anch’io nella lettura di queste pagine di vita e di sopravvivenza.

Quando ti trovi a dover fare i conti con le avversità del quotidiano fin dalla tua primissima infanzia hai due strade da poter seguire: indossare una corazza come Antonia e i suoi due figli maggiori oppure diventare spettatori passivi degli eventi come il padre di Gaia e i suoi due fratelli minori.

Alla vita Gaia reagisce con forza e violenza, fa quello che deve ma si impone nei confronti degli eventi e degli altri con determinazione, brutalità e durezza. Gaia è la voce narrante di questa storia familiare, è lei a raccontarci i tanti frammenti di questa famiglia a pezzi.

La cornice che tiene insieme tutto è la zona attorno allo splendido lago di Bracciano. Centrale è la realtà dei piccoli paesi in cui è ambientata la storia in tutti si conoscono, in cui ognuno è definito da quello che ha fatto o dall’essere figlio o moglie o nipote di qualcun altro, dove è difficile diventare “uno di loro” ma nel momento in cui fai breccia nel cuore di chi ci vive da generazioni ci sarà sempre un posto per te.

Questa storia mi ha trascinato con se al punto di lasciarmi spaesata e spiazzata alla sua conclusione. Un libro che difficilmente può lasciare indifferenti.

Come sempre trovate i riferimenti ai libri di cui vi parlo qui.

Annuncio sponsorizzato – Novità Apple iPhone 12 (128GB) - Azzurro

The skin I’m in

Tra le tante novità in uscita questa settimana ho deciso di parlarvi di The skin I’m in. Il colore della mia pelle di Sharon G. Flake, tra le più importanti autrici americane di libri per young adult, edito Giunti.

Maleeka è una tredicenne vessata dai suoi compagni di classe perché considerata troppo “nera”, troppo povera, troppo poco popolare.

Bullismo e razzismo sono all’ordine del giorno nella McClenton Middle School finché non arriva la professoressa Saunders che con grinta e tenacia cambia il corso della vita dei suoi studenti.

Mi è piaciuta molto la varietà dei protagonisti con le loro personalità ben distinte, descritti in una maniera tale da renderli quasi tangibili.

Un libro carico di messaggi positivi come ad esempio quello di trasformare quello che gli altri vedono come un difetto nel nostro punto di forza.

Spesso le persone non ci guardano e ci parlano per migliorarci ma per svilirci e non far sbocciare le nostre buone qualità. Bisogna saper scindere le critiche costruttive dalle frasi dette solo per denigrarci.

Consiglio questo libro per far capire ai più giovani che bisogna essere coscienti della propri punti di forza come dei nostri difetti: entrambi ci rendono ciò che siamo. Nessuna perfezione, solo noi stessi.

Come sempre trovate il link dei libri di cui vi parlo qui.

Il vecchio e il mare

Con il gruppo di lettura #ifantasticilibridelpremiopulitzer per il mese di marzo abbiamo letto il libro che per me è una vera e propria coccola, il libro che nella mia vita ho riletto più volte, sempre amandolo incondizionatamente: Il vecchio e il mare di Hernest Hemingway, che gli valse il Premio Pulitzer nel 1954.

La trama è semplice: un vecchio pescatore che lotta con un pesce di straordinarie dimensioni, chi avrà la meglio?

Se la storia è così semplice perchè continuo a rileggerlo e ad amarlo? Credo che principalmente mi affascini il sentimento del rispetto per se e per gli altri che emerge con varie metafore durante la narrazione. Santiago è un uomo alla fine della sua vita, un uomo lasciato a se stesso con il solo conforto di Manolin, il ragazzo che è stato il suo apprendista fin da piccolo. Santiago non domanda aiuto, continua ogni giorno ad uscire con la sua barca, a lavorare duramente, fino al momento in cui abbocca al suo amo un pesce di straordinarie dimensioni. A quel punto potrebbe subentrare un pensiero di supremazia dell’uomo sull’animale ma non è così: Santiago rispetta quello splendido esemplare fino al momento della sua morte e anche dopo.

“Mi stai uccidendo, pesce, pensò il vecchio. Hai il diritto di farlo. Non ho mai visto nulla di di grande e bello e calmo e nobile come te, fratello. Vieni a uccidermi. Non m’importa chi sarà ad uccidere l’altro.”

Manolin rispetta il vecchio Santiago come fonte inestimabile di conoscenza: una conoscenza che è frutto dell’esperienza e che solo con la pratica e la vicinanza al pescatore può essere trasmessa.

Durante i giorni in mare Santiago capisce il rispetto di se, delle proprie qualità. Questo, secondo me, emerge molto bene in questa citazione:

“Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.”

Come sempre trovate i riferimenti ai libri di cui vi parlo qui.

Sortilegi

Tra le tante novità uscite in questa settimana vi segnalo Sortilegi di Bianca Pitzorno, una serie di tre racconti ambientati in altrettanti archi temporali prendendo spunto da fatti realmente accaduti.

Bianca Pitzorno ci regala tre favole per adulti: la strega, la maledizione, il profumo.

La strega, ambientata in Italia durante la peste del 1600, ha come protagonista una bambina bellissima, che come il ragazzo selvaggio di Truffaut, cresce da sola nel bosco, nei ruderi della sua tenuta natale, ingegnandosi anno dopo anno per la propria sopravvivenza all’oscuro che a pochi chilometri di distanza si possa trovare una piccola comunità cittadina. Saranno loro, con i propri pregiudizi e le proprie superstizioni a decretarne la morte.

La maledizione ha per protagonista un’orfana e la gelosia provata dalla sua padrona, che condurrà quest’ultima a una tragica fine.

Conclude la raccolta Il profumo, un racconto sulle radici e le tradizioni familiari.

Nei primi due racconti emerge come spesso le donne siano usate come capro espiatorio, dagli uomini ma ancora più grave dalle stesse donne. Nel terzo racconto, invece, emerge il mistero e la forza creatrice delle donne.

Tre racconti per riflettere sul ruolo della donna, ieri, oggi e domani.

Trovate i riferimenti a tutti i libri di cui vi parlo qui.

Stella

Stella è una donna, una mamma, una moglie, un’architetto e tanto altro. A raccontarci la sua storia sono Lucrezia, sua figlia, e Maria sua amica e grande pilastro della sua vita: le due donne hanno in comune un forte e grande amore nei confronti di Stella. A distanza di anni e dopo tante tragedie si ritrovano a ripercorrere la loro vita in un fiume di ricordi ricco di sconvolgenti colpi di scena che porterà, grazie al raggiungimento della verità, a far pace con il loro passato.

“Bella, colta, sensibile. Era un architetto, ma anche una militante femminista impegnata nei movimenti ambientalisti.”

Massimo Dadea ci propone una storia reale, un racconto che potrebbe appartenere a una delle tante donne che si sono battute negli anni Settanta per il raggiungimento dei diritti e della consapevolezza che oggi fanno parte del nostro quotidiano.

I ricordi che ci vengono raccontati sono tutte esperienze molto forti che raggiungono il lettore come un pugno sul volto. Sono una persona che ama farsi trascinare dalle emozioni quando legge un libro ma generalmente, quando succede, mi commuovo nelle battute finali: era dalla lettura di La solitudine dei numeri primi che non scoppiavo a piangere nelle prime pagine di un libro. Il libro di Paolo Giordano non sono più riuscita a continuarlo, dopo qualche giorno, invece sono riuscita a riprendere la lettura di Stella e ne sono felice: le donne di questo libro non si lasciano abbattere, fanno gruppo, non giudicano e non si lasciano giudicare. Di fronte alle violenze non bisogna essere inermi, non bisogna girarsi dall’altra parte, che siano vissute in prima persona o affrontate da chi ci sta vicino bisogna agire.

E’ stato il primo libro che ho letto della casa editrice Maxottantotto edizioni, che ringrazio per la copia, e di cui vi lascio qui il link al sito qualora vogliate vedere gli altri loro titoli in catalogo.

#modatralepagine : Medioevo

Per il tema di questo mese di #modatralepagine ho letto L’arte del sarto nel Medioevo di Elisa Tosi Brandi edito Il Mulino: un’affascinante analisi della vita del sarto in epoca medioevale.

L’anno mille con la creazione dei comuni, che si andavano a sostituire ai feudi, e la progressiva affermazione della classe borghese ha una ripercussione anche sul vestiario. Per chi può permetterselo l’abbigliamento nel Medioevo diventa la seconda voce, dopo le spese per i generi alimentari, dell’economia domestica.

Generalmente ci si vestiva in questo modo: sulla pelle nuda si portavano direttamente la camicia, e a volte le mutande che i longobardi chiamavano femoralia. Vi si sovrapponevano poi due vesti, una tunica con maniche aderenti e una con maniche più larghe, che poteva anche essere sostituita da un mantello. Gli uomini continuarono a usare le braghe. Il clima gelido delle case dove non esisteva ancora il camino e mancavano le finestre a vetri, determinò la diffusione della pelliccia, elemento di lusso usato come fodera.

Una differenza abissale era tra gli indumenti per i ceti più poveri e quelli più benestanti: quest’ultimi potevano permettersi di rivolgersi a un sarto che progettava e creava abiti unici e su misura. Spesso il lavoro creato dal sarto aveva un valore finale notevolmente più alto rispetto alla propria retribuzione. Gli abiti sartoriali erano oggetti creati per durare nel tempo: erano previsti adattamenti e a volte venivano tramandati, per via delle stoffe, dei ricami o delle pellicce utilizzate come veri e propri tesori di famiglia.

Una delle novità principali introdotte nel confezionamento degli abiti nel Medioevo è stata l’introduzione dei bottoni.

Inoltre, in epoca medioevale troviamo una prima netta distinzione tra abbigliamento maschile e abbigliamento femminile. Nella moda maschile vennero introdotte le calze e il farsetto, derivanti dagli indumenti che i cavalieri utilizzavano sotto l’armatura.

“Grazie all’intervento del sarto nel Duecento non solo le vesti maschili ma anche quelle femminili diventano più aderenti al busto per consentire una confortevole sovrapposizione di abiti pensati per essere abbinati tra loro. Gli uomini incominciarono ad indossare vesti sempre più corte, fino a mezza coscia, distinguendosi nettamente dalle donne che, al contrario, continuano a vestire abiti lunghi talvolta caratterizzati da ampie scollature.”

Trovate i riferimenti ai libri di cui vi parlo qui.

Frankenstein

Il libro più famoso di Mary Shelly giaceva nella mia libreria da circa sei mesi. Complice una graphic novel letta sull’autrice la mia curiosità su questo volume è cresciuta.

Frankenstein è uno di quei classici, come è stato per I promessi sposi, che ho letto a pezzettoni alle superiori e che probabilmente non avendo una visione di insieme non ho apprezzato appieno.

Una sottile foschia, una mescolanza di luci e ombre non segnate nettamente accompagnano la lettura di questa storia.

Banalmente la potremmo riassumere come: un uomo con le capacità tecniche necessarie si sostituisce a Dio senza riflettere sulle conseguenze di cosa la sua creazione comporti.

La creazione in questione è un uomo dalle fattezze poco comuni, con un’aspetto che incute timore e per questo allontanato al primo sguardo da tutti, perfino da chi lo ha creato.

Lasciato solo a se stesso, emarginato, cresce serbando risentimento, collera, inadeguatezza, spirito vendicativo quando nella sua anima stava sbocciando l’amore per la vita e per il mondo, l’altruismo nei confronti dei più bisognosi.

Chi è il vero mostro? Colui che non si prende le proprie responsabilità ma giudica solamente in rapporto alle conseguenze di azioni che non sono state educate, o chi si lascia sopraffare da emozioni che nessuno gli ha imparato a gestire?

Nella lettura sono arrivata ad odiare il dottor Frankenstein, l’ho trovato passivo, egocentrico e superficiale.

Ho amato particolarmente il capitolo in cui la creatura imparava il linguaggio a dava un nome al mondo che lo circondava e a quello che aveva dentro di se.

Trovate i riferimenti al libro qui.

Il lavoro più bello del mondo

Ieri è stata una di quelle giornate in cui mi sono sentita particolarmente felice del mio lavoro e del modo in cui lo faccio: confrontarmi con le persone che entrano in libreria, parlare di libri, dare e ricevere consigli di lettura è sono tra le attività del mio lavoro che amo di più.

Faccio la libraia da più di dieci anni e nei momenti in cui non sono a lavoro per lunghi periodo, penso alle ferie o alle due maternità che ho avuto, ho sempre trovato il modo di parlare di libri e di confrontarmi con le persone.

Da piccola e per tutta l’adolescenza ho pensato che la lettura fosse un’attività troppo intima e individuale per essere condivisa con altri. Crescendo e iniziando a lavorare in libreria ho scoperto che il bello dei libri è proprio quello di creare legami.

Una libreria è la perfetta fusione tra tutte le persone che la frequentano: ogni singolo libro presente sugli scaffali è frutto dei gusti dei clienti e dei librai che ci lavorano ogni giorno.

Parlare di libri con persone che amano i libri è stupendo, ma credo che non ci sia nulla di più gratificante di regalare emozioni con la lettura a persone che fino a quel momento credevano che fosse un’attività inutile, noiosa o che richiedesse chissà quanto tempo e capacità.

Mi sento felice, fortunata e grata per il lavoro che faccio perché credo che sia perfetto per me.

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito